Giustificazioni del Lavoratore e Richiesta di Audizione Personale

Giustificazioni del Lavoratore e Richiesta di Audizione Personale

Giustificazioni del Lavoratore e Richiesta di Audizione Personale – Cassazione n. 35922 del 22.12.2023

In questo video l’avvocato del lavoro Alessandro Tonelli dal canale YouTube Studio Legale Lavizzari commenta una recente sentenza della Cassazione n. 35922 del 22.12.2023 che si è pronunciata sulle modalità di formalizzazione dell’audizione personale a seguito di una contestazione disciplinare.

Riportiamo qui di seguito un riepilogo del video.

È fatto noto che il lavoratore, ai sensi dell’art. 7 dello Statuo dei Lavoratori, che debba rendere le giustificazioni a seguito di una contestazione disciplinare possa chiedere l’audizione personale alla presenza di un rappresentante sindacale.

Tale richiesta, che non va motivata, deve essere espressa e non implicita (così come la giurisprudenza ha a più riprese avuto modo ci confermare) e da ciò ne consegue il dovere da parte del datore di convocare il lavoratore (presso la sede) affinché questo possa rendere le giustificazioni.

La mancata convocazione ha effetti importanti sulla validità della procedura disciplinare posto che l’omessa convocazione lede il diritto di difesa del lavoratore.

Interessante un recente sentenza resa dalla Cassazione, la n. 35922 del 22.12.2023, che si è pronunciata sulle modalità di formalizzazione dell’audizione personale. Nel caso di specie la richiesta era stata effettuata, a dire del lavoratore, a mezzo mail ordinaria e la società contestava il mancato recapito.

La Cassazione ha precisato, in modo chiaro e privo contraddizioni, che nel caso di specie mancava la prova dell’avvenuta ricezione della mail risultando insufficiente la prova dell’invio della stessa.

Interessante, poi, il passaggio che la Suprema Corte compie con riguardo alla Pec precisando che la posta ordinaria non consente di attestare con certezza l’avvenuta ricezione della comunicazione al destinatario.

Ed invero con la sentenza 15345/23 la Cassazione aveva precisato, a proposito di una notifica effettuata a mezzo pec ad un indirizzo di posta ordinario, che vengono a mancare tutti quei sistemi a corredo della certezza della comunicazione che consentono, pur in assenza della prova di lettura, di averne per verificati gli effetti legali per il solo fatto dell’avvenuta ricezione propria solo della regolare notifica a mezzo pec non sostituibile con altre forme meno rigorose. 

Non esitate a contattare gli Avvocati del Lavoro dello Studio Legale Lavizzari, per una consulenza.

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