Lavoratore Dimissionario E indennità Sostitutiva Delle Ferie

Lavoratore Dimissionario E indennità Sostitutiva Delle Ferie

Lavoratore Dimissionario Non Rinuncia Automaticamente All’indennità Sostitutiva Delle Ferie

In questo video l’avvocato del lavoro Valentina Manzotti dal canale YouTube Studio Legale Lavizzari commenta l’ordinanza della Corte di Cassazione del 27 novembre 2023 n. 32807.

Il caso riguarda un dirigente medico di un’azienda ospedaliera che si è dimesso e la datrice di lavoro ha rifiutato la corresponsione dell’indennità sostitutiva per le ferie non fruite.

Riportiamo qui di seguito un riassunto del video.

Oggi parliamo di dimissioni e di rinuncia all’indennità sostitutiva delle ferie, con l’ordinanza della Corte di Cassazione del 27 novembre 2023 n. 32807

Nel caso concreto il dirigente medico di un’azienda ospedaliera si dimette e la datrice di lavoro rifiuta la corresponsione dell’indennità sostitutiva per le ferie non fruite.

Il lavoratore ricorre in giudizio ma sia il Tribunale sia la Corte d’appello respingono le sue domande.

La Corte d’Appello considera una parte delle indennità prescritta e una parte rinunciata all’atto delle dimissioni, in virtù del principio di non monetizzazione delle ferie; l’atto delle dimissioni equivale ad accettare le conseguenze derivanti dalla cessazione del rapporto, compresa la perdita delle ferie.

Il lavoratore ricorre in Cassazione e la Cassazione accoglie il ricorso.

Secondo la Cassazione, in conformità con l’orientamento giurisprudenziale prevalente e in linea con l’esigenza di interpretare il diritto nazionale in maniera conforme al diritto dell’unione europea, l’atto delle dimissioni non implica una rinuncia automatica all’indennità sostitutiva delle ferie.

La perdita del diritto alle ferie e della corrispondente indennità si verifica al momento delle dimissioni solo se:

  • Il datore di lavoro ha invitato il lavoratore a godere delle ferie (se necessario formalmente)
  • Il datore ha avvisato il lavoratore in modo accurato e in tempo utile che, in caso di mancata fruizione, le ferie andranno perse al termine del periodo di riferimento o di un periodo di riporto autorizzato

Allo stesso modo, la Corte statuisce che la prescrizione del diritto all’indennità sostitutiva delle ferie e dei riposi decorre dalla cessazione del rapporto salvo che il datore non dimostri che tale diritto è stato perso perché il dipendente non lo ha esercitato nonostante l’invito ad usufruirne.

Anche tale invito deve essere specifico ed effettuato in tempo utile per il lavoratore oltre a dover contenere l’avviso che, in caso di mancato godimento, le ferie e i riposi andranno persi al termine di periodo di riferimento.

Nel caso concreto, dunque, non avendo l’ASL fornito peraltro alcuna prova in tal senso, la Cassazione ha cassato la sentenza e rinviato alla corte d’appello accogliendo le istanze del lavoratore.

Non esitate a contattare gli Avvocati del Lavoro dello Studio Legale Lavizzari, per una consulenza.

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