Pubblico Impiego: Rilevanza Atti Penali ai Fini Disciplinari

Contestazione Disciplinare del Dipendente Pubblico: l’uso degli Atti del Procedimento Penale

Con la sentenza n. 6221/21 del 05.03.2021 la Corte di Cassazione ha ribadito e precisato due importanti principi riguardanti il rapporto tra procedimento disciplinare e procedimento penale avente quale protagonista il dipendente pubblico.

Da un lato, infatti, è stato ribadito che la P.A. è libera di valutare autonomamente gli atti del processo penale e di fondare la contestazione disciplinare su elementi ivi contenuti senza che siano necessarie ulteriori acquisizioni e indagini, non essendo rinvenibile nelle disposizioni di cui al D.lgs. 165/2001 alcun obbligo a carico della P.A. di procedere ad autonoma istruttoria a tal fine.

L’onere, gravante sul datore di lavoro, di provare le circostanze poste a fondamento dell’addebito atterrebbe, infatti, all’eventuale fase di impugnativa giudiziale del licenziamento e non a quella disciplinare, ben potendo il datore di lavoro richiedere durante il giudizio l’acquisizione di prove non emerse durante il procedimento disciplinare, ferma l’immutabilità della contestazione.

Dall’altro, la Corte ribadisce che nulla vieta alla P.A. di avvalersi degli atti del procedimento penale per dimostrare, in sede contenziosa, la fondatezza della contestazione disciplinare.

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