Utilizzo di agenzie investigative sul lavoro – Nuova sentenza Cassazione

Utilizzo di agenzie investigative sul lavoro: Sentenza Cassazione n. 6174 del 01.03.2019

La Cassazione è tornata a pronunciarsi sul tema della legittimità dell’utilizzo, da parte del datore di lavoro, delle agenzie investigative laddove vi siano sospetti di condotte illecite dei lavoratori.

Avevamo, di recente, avuto modo di commentare nel nostro blog la sentenza della Cassazione n. 21621 resa in data 04.09.2018.

Nella suddetta pronuncia, nel precisare come il controllo del datore di lavoro per il tramite degli investigatori non possa sfociare in un controllo sull’attività lavorativa, la Suprema Corte aveva qualificato come inadempimento contrattuale il comportamento tenuto da un dipendente che faceva illecitamente rilevare la sua presenza sul posto di lavoro (quando in realtà era assente).

Da qui ne era discesa l’illegittimità del controllo predisposto dall’azienda e, conseguentemente, del licenziamento intimato al lavoratore.

A pochi mesi di distanza la Cassazione analizza ancora una volta il caso di un dipendente che si era ripetutamente allontanato dall’ufficio senza timbrare il badge in uscita facendo così risultare la sua presenza in servizio.

Anche in questo caso l’accertamento era avvenuto per il tramite di un’agenzia investigativa ma la Cassazione, con sentenza n. 6174 del 01.03.2019 ha correttamente concluso per la legittimità del controllo, qualificandolo nel caso di specie, come diretto a verificare condotte del lavoratore che possano configurare ipotesi penalmente rilevanti.

Ebbene la Corte di legittimità richiamando ancora una volta i noti principi in tema di illegittimità dei controlli diretti a verificare le modalità di adempimento della prestazione lavorativa ha, questa volta, valorizzato il carattere fraudolento e truffaldino della condotta del dipendente che faccia rilevare illecitamente la sua presenza al lavoro.

La Suprema Corte conclude, nel caso di specie, per la legittimità del controllo effettuato per il tramite delle agenzie investigative non essendo diretto a verificare un mero adempimento alle obbligazioni contrattualmente assunte ma teso ad accertare una condotta fraudolenta.

 

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